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Lo sportivo, per la ripetitività del gesto atletico, sia in allenamento che in gara, sottopone a sollecitazione le proprie strutture osteomuscolari esponendosi al rischio di produrre nel tempo patologie da sovraccarico funzionale. L'evento lesivo a livello muscolare, costituisce uno degli insulti traumatici più ricorrenti in ambito sportivo. L'entità della lesione può andare dal semplice stiramento, spesso associato a rottura dei piccoli vasi, con comparsa di dolore e tumefazione, sino allo strappo muscolare completo. Le conseguenze per lo sportivo, che appaiono ovviamente correlate all'entità della lesione subita, sono sempre comunque sgradevoli e comportano sempre una sospensione, più o meno lunga, dell'attività agonistica e l'attuazione di un'idonea terapia fisica. L'articolazione tibio-tarsica è un’ articolazione assai esposta al rischio di lesioni acute al complesso legamentoso sia interno (mediale) che esterno (laterale). La distorsione di caviglia produce un danno legamentoso, più o meno complesso a seconda del numero di legamenti coinvolti, la cui estensione e gravità viene quantificata in tre gradi. Per la spalla sono frequenti le lesioni della cuffia dei rotatori, dell'articolazione acromion-claveare e dell'articolazione gleno-omerale;per il gomito le tendinopatie e le lussazioni;per il ginocchio dalla rottura del menisco, a quella dei legamenti crociati, fino alle lesioni più complesse. La rieducazione,quindi, ha come obiettivi la riacquisizione dell'elasticità del sistema muscolo tendineo delle articolazioni, il ripristino della simmetria di spinta tra i due arti (forza dinamica) e della coordinazione neuro-muscolare, il raggiungimento di un buon livello di capacità e potenza aerobica. E’ qui che entra in gioco la Medicina Termale che è quella branca medica che utilizza a scopo terapeutico e riabilitativo i mezzi di cura termali. Le cure termali devono essere prescritte e somministrate sotto controllo medico e le stazioni termali possiedono requisiti, regolamenti, compiti e personale che li equiparano ad altri centri sanitari.Agli effetti della legge 16 luglio 1916, n. 947, sono considerate acque minerali quelle che vengono adoperate per le loro proprietà terapeutiche od igieniche speciali, sia per bibita sia per altri usi curativi. I mezzi di cura termali sono utilizzati anche in strutture diverse dalle stazioni termali, ovvero ospedali, centri di cura, etc. e distanti dalle sorgenti, tuttavia le applicazioni crenoterapiche andrebbero sempre effettuate sul posto perché lo stoccaggio, il trasporto e l'imbottigliamento delle acque determina la modificazione delle caratteristiche fisico-chimiche e inoltre grande contributo alla cura termale viene fornito dal fattore ambientale. Il mezzo termale e le particolari metodiche di impiego, le patologie alle quali la terapia termale è rivolta, le modalità d'azione ed i risultati ottenibili sono fattori che fanno della crenoterapia un mezzo riabilitativo per eccellenza. Con la terapia termale si sfruttano le proprietà fisiche (calore, galleggiamento, pressione, etc.) dei mezzi impiegati che vengono comunemente ricercate nella pratica riabilitativa ospedaliera o ambulatoriale con apposite attrezzature.In crenoterapia agli effetti terapeutici delle proprietà fisiche del mezzo si sommano gli effetti specifici delle acque minerali. Queste possiedono infatti, grazie alle particolari composizioni chimiche, azioni terapeutiche che possono essere a pieno diritto assimilate ad effetti farmacologici.La caratteristica di sfruttare contemporaneamente proprietà fisiche e farmacologiche è tipica di alcune metodiche termali come la fangoterapia, la balneoterapia in vasca o in piscina; si utilizzano la spinta al galleggiamento, questo significa fare movimento in situazione di "scarico" di buona parte del peso; il calore aumenta il metabolismo, migliora la circolazione locale (riassorbimento degli edemi), innalza la soglia del dolore, ha effetto miorilassante, effetti potenziati dall'uso di idromassaggi; la resistenza al moto che permette il movimento soprattutto attivo, contro resistenza che aumenta in misura esponenziale con la velocità, una resistenza dolce ed elastica che non permette movimenti veloci e scatti;la pressione idrostatica è particolarmente utile negli edemi agli arti inferiori, si ha cioè una specie di spremitura dolce e uniforme dal basso verso l'alto. Alla terapia termale si associano tutte le metodiche di terapia fisica,tra queste le più utilizzate sono: la massoterapia, la chinesiterapia a secco, la radarterapia, la marconiterapia, l'elettroterapia, la laserterapia, l'ultrasuonoterapia, la magnetoterapia. Sia con l'impiego di metodiche associate che integrate si realizza il sinergismo d'azione tra fattori crenologici e mezzi riabilitativi che determina in genere un risultato finale di entità superiore alla semplice somma degli effetti terapeutici ottenibili con le singole metodiche. Il sinergismo d'azione tra fattori crenologici e metodiche riabilitative costituisce il presupposto indispensabile che fornisce il razionale per l'attuazione di programmi riabilitativi in stazione termale e che permette il recupero completo in tempi minori.
Articolo: Lo sportivo traumatizzato in ambiente termale (video)
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