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Introduzione La prima apparecchiatura ad onde d’urto extracorporee fu costruita per il trattamento della calcolosi nell’ormai lontano 1980 quando all’università di Monaco di Baviera (Schmedit, Eisemberger e Chaussy) fu utilizzato per la prima volta un litotritore a vasca di immersione. Sono stati compiuti enormi progressi tecnologici e scoperte nuove modalità di applicazione in molteplici campi clinici. Sempre maggiori sono gli interessi di studio dei fenomeni fisici e dei meccanismi di azione alla base dei successi della metodica.
La fisica Occorre conoscere le tecnologie di generazione di onde d’urto attualmente utilizzate, per meglio comprendere metodi, strumenti e risultati esposti nelle relazioni cliniche delle applicazioni ESWT. Potenzialità e sviluppo proprie delle varie metodiche nascono e si sviluppano da concetti fisici ben precisi. Vengono presi in analisi, senza scopi comparativi, i principi di produzione dei generatori
• Generatori Elettroidraulici • Generatori Elettromagnetici • Generatori Piezoelettrici L’ osservazione delle metodiche trae utili spunti anche da studi contemporanei sulle apparecchiature per litotrissia urologica da cui derivano i litotritori “ortopedici”.
Onda d’urto, fenomeno complesso I lavori sperimentali sulla forma d’onda, sull’effetto della frequenza di applicazione, sull’energia applicata rappresentano un faro che deve illuminare il cammino sperimentale dei ricercatori clinici. I meccanismi legati alle comparazioni ed allo studio della forma d’onda stanno delineando un rapporto complesso tra • picco di pressione massimo (MPa) • densità di energia nel fuoco (mj/mm2) • energia associata alla singola onda d’urto Alcuni studi sostengono l’importanza del picco di pressione massima, altri ritengono che sia più importante valutare la densità di energia per la proposizione di protocolli equiparabili, altri ancora legano l’efficacia di trattamento all’energia dell’onda. I fenomeni biochimici e meccanici diretti sembrano legati a parametri differenti dell’onda d’urto, questo complica ancor di più la ricerca della una metodologia assolutamente corretta da applicare alla singola patologia. Le apparecchiature in commercio offrono inoltre dimensioni focali estremamente variabili introducendo un ulteriore parametro nell’analisi del fenomeno. Ad aumentare la difficoltà di analisi, un altro elemento di difficile lettura è rappresentato dall’incorrelabilità dei dati, per quanto detto sopra, tra le differenti apparecchiature in commercio, ragione per la quale è sempre più difficile trovare protocolli universalmente validi per strumenti costruiti da case produttrici differenti. Al momento avvalorare una tesi piuttosto che un’altra è difficile, va detto che una volta che gli studi concorderanno la capacità di adattarsi ai risultati sarà fondamentale.
Articolo: Fisica e meccanismi d'azione delle onde d'urto (video)
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