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'Dall'Idrokinesiterapia all'esercizio terapeutico in ambiente termale: considerazioni generali.'

A. Morelli, G. Giambalvo Dal Ben 1 Presidio di Riabilitazione Intensiva “San Felice ad Ema”, ASL 10 Firenze 2 Assistenza Minorati Gravi (A.M.G.), Misericordia di Firenze
Inserito il: 25/05/2009
 
 

I trattamenti termali sfruttano le proprietà terapeutiche e riabilitative di mezzi naturali come le acque minerali ed i peloidi: le prime sgorgano da sorgenti a temperatura elevata, mentre i peloidi sono melme naturali (applicate sulla superficie corporea sottoforma di impacco caldo) formate da una mescolanza tra materiale solido (inorganico e organico) e acqua termale.
Senza entrare nel merito del termalismo nella sua più ampia accezione si ricorda in questa sede che le principali modalità di impiego delle acque termali consistono in un loro uso interno (idroterapia, irrigazioni, inalazioni, areosol, insufflazioni, emanazioni) ed esterno (balneoterapia, fangoterapia, antroterapia).
Al momento attuale esistono numerose evidenze che indicano gli ambienti termali come un luogo particolarmente idoneo alla riabilitazione. I trattamenti termali, infatti, possiedono di per sé un potenziale riabilitativo-terapeuticolegato da un lato alle medesime proprietà fisiche (calore, galleggiamento, pressione) dei mezzi comunemente utilizzati nella pratica riabilitativa ospedaliera o ambulatoriale, dall’altro agli effetti specifici della peculiare composizione chimica delle acque minerali (a pieno titolo assimilabili ad effetti farmacologici).
Gli ambienti termali offrono tuttavia anche la possibilità di realizzare in maniera ottimale metodiche prettamente riabilitative come la kinesiterapia all’interno di piscine di acqua a temperatura elevata. In virtù delle sue proprietà fisico-chimiche l’acqua termale predispone in modo adeguato l’apparato muscolo-scheletrico alla riabilitazione motoria: in particolare il suo calore determina un innalzamento della soglia di sensibilità dolorifica e rilassamento muscolare, mentre la sua ricchezza in sali minerali consente l’effettuazione di movimenti controllati contro una certa resistenza.
Da non sottovalutare, inoltre, la legge di galleggiamento dei corpi dovuta al principio di Archimede che è soggetto a due forze opposte: la Gravità, forza discendente e la Galleggiabilità, forza ascendente. Per tale motivo l’ottimizzazione dell’esercizio terapeutico in acqua deve tenere presenti due centri, quello di Gravità e quello di Galleggiamento, affinché il corpo si trovi in equilibrio stabile; in un'ottica riabilitativa l'alleggerimento del corpo immerso, facilita la realizzazione di movimenti anche in condizioni di ridotto tono-trofismo muscolare e di difficoltà di carico. D'altro canto appare opportuno ricordare anche che dentro l’acqua gli schemi motori di equilibrio posturale rispondono poco ad alcuni tentativi di segmentazione e singolarizzazione del movimento a cui assistiamo a secco, ma vengono privilegiate piuttosto sinergie prevalentemente simmetriche, che coinvolgono contemporaneamente i quattro arti.
Le afferenze esterocettive prevalgono su quelle proprioettive, sovvertite dalla continua instabilità dell’ambiente, in questo modo abbiamo una riduzione del controllo propriocettivo e visivo sui segmenti immersi.
Un altro aspetto fondamentale che si riproduce durante un esercizio in acqua è quello del rallentamento isocinetico. I movimenti in acqua sono infatti ridotti per effetto della viscosità del fluido e per effetto della resistenza opposta ai movimenti la quale è direttamente proporzionale alla velocità del movimento stesso, ed alla superficie di sezione del segmento che si sposta. Questa sezione può essere aumentata a piacimento attraverso l’ausilio di palette permettendoci di aumentare o diminuire a piacimento l’effetto isocinetico a seconda delle esigenze.
Del resto l’idrokinesiterapia e l'esercizio terapeutico, per i motivi sopra menzionati, si stanno sempre più affermando, soprattutto in ambito sportivo, come discipline da integrare non solo nel trattamento dei postumi di interventi chirurgici e non (specificatamente della spalla, del ginocchio, della caviglia, della patologia del rachide), ma anche nel campo della preparazione fisica globale dell'atleta. Negli ultimi anni, infatti, ci si è interessati del condizionamento organico in acqua e della sua capacità di mantenere o incrementare determinate qualità organico-muscolari; buona parte degli studi più rigorosi presenti in letteratura fanno riferimento al lavoro di corsa in acqua (water running o corsa treadmill) ed al ciclismo in acqua, prendendo in esame soprattutto i parametri del lavoro di endurance, mentre riguardo ad evidenze principalmente rivolte a lavori di forza dobbiamo far riferimento alle esperienze del lavoro utilizzato nella rieducazione funzionale tradizionale.
 Globalmente possiamo riassumere i vantaggi dell’esercizio terapeutico in acqua: precoce ed efficace mobilizzazione dei segmenti articolari colpiti da patologia traumatica, degenerativa, post-chirurgica, con riduzione delle rigidità e della limitazione articolare; riduzione del dolore e della flogosi locale, riduzione delle contratture antalgiche, riduzioni delle contratture posturali da perdita delle corrette sinergie muscolari.
In conclusione, in virtù delle considerazioni sopra ricordate, l’idrokinesiterapia e l'esercizio terapeutico realizzati in ambiente termale risultano potenziati dagli effetti sinergici (analgesico, decontratturante, trofico) delle applicazioni termali, consentendo di ottenere un risultato migliore rispetto ad altri ambienti.


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