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La tendinopatia calcifica è una malattia caratterizzata dalla presenza di depositi calcifici multifocali e cellulo-mediati nel tessuto vitale tendineo, osservata in diversi stadi; i vari stadi di malattia sono accompagnati da dolore acuto e da un processo patologico caratterizzato da tessuto di granulazione. Le donne sono più colpite prevalentemente tra i 40 e i 50 anni,specialmente sul lato destro. La localizzazione nella nostra esperienza riguarda nell’80% dei casi il muscolo sovraspinoso, poi a scalare il m.sottospinoso ,il m.piccolo rotondo e il m. sottoscapolare. Il capo lungo bicipitale può essere coinvolto a due livelli ,in prossimità della glenoide e lungo la doccia di scorrimento. La patogenesi sembra evolvere attraverso tre stadi: nello stadio pre-calcifico si ha metaplasia fibrocartilaginea , dopo una fase di formazione si instaura uno stadio calcifico,dopo la fase di riassorbimento si ha la ricostituzione del tendine normale e quindi stadio post-calcifico. La sintomatologia dolorosa compare durante la fase formativa e raggiunge il culmine nel momento del riassorbimento. Radiologicamente le calcificazioni della cuffia dei rotatori possono essere distinte in: • Calcificazione omogenea a limiti ben definiti (29%) • Calcificazione eterogenea, polilobata, a limiti ben definiti (63 %) • Calcificazione eterogenea, senza contorni netti, non misurabili di aspetto puntiforme (7%) • Calcificazione distrofica inserzionale : entesopatia (1%). In base alla localizzazione la frequenza è : • Sovraspinato :51% • Sottospinato :44% • Piccolo rotondo: 23% • Sottoscapolare :4%. Il solo trattamento medico dà buoni risultati nel 90 % dei casi. L’obiettivo della terapia è risolvere in fase acuta lo spasmo della muscolatura ,ridurre il dolore e prevenire la rigidità articolare. La terapia fisica consiste in : • Terapia antalgica. • Ultrasuoni • Ionoforesi con EDTA. • Terapia manipolativa se vi è un’associata rigidità articolare. • Laserterapia. • Onde d’urto in anestesia se necessaria locale. Con tale trattamento abbiamo riportato risultati positivi nel 70% dei casi. La nostra esperienza è rivolta soprattutto a quelle calcificazioni di aspetto cronico di dimensioni inferiori a 1cm, la quali rispondono bene al trattamento di 4-5 sedute eco-guidate. La maggioranza dei pazienti giunge all’osservazione dopo che aveva già effettuato terapie mediche (fans e/o infiltrazioni intrarticolare con steroidi) e terapie fisiatriche. Attualmente la tendinite e la tendinite calcifica vengono trattate con successo con l’impiego delle onde d’urto. Si somministrano 1000 colpi a settimana per 3 settimane , con livelli di energia variabili a seconda della gravità della patologia. Dopo il trattamento di litotrissia articolare non viene effettuata altra terapia medica ma solo una mobilizzazione dell’articolazione volta, inizialmente, alla riduzione della contrattura muscolare, al recupero dell’elasticità delle strutture capsulo-legamentose e dell’articolarità della spalla e al suo mantenimento, solo successivamente al potenziamento e al riequilibrio dei muscoli della cuffia dei rotatori. Ad esclusione di modesto dolore durante il trattamento e di un arrossamento locale della cute, nessun paziente ha presentato effetti collaterali . Solo in caso di mancata risposta terapeutica vengono effettuati altri trattamenti a distanza di 4-6 settimane. Al termine della terapia ogni paziente deve essere sottoposto ad una valutazione clinica per mettere in evidenza la riduzione dei sintomi locali; un esame radiografico di controllo evidenzierà una scomparsa della calcificazione ( nel 47% dei casi) o un parziale riassorbimento (nel 38%) ; una ecografia evidenzierà la riduzione di spessore del tendine precedentemente valutato. In quasi tutti i casi ( compresi i pazienti in cui non è stata osservata alcuna modificazione della calcificazione) si nota un miglioramento tanto a carico del dolore quanto della motilità attiva. Sulla base dei dati rilevati , data la sua efficacia , la non invasività, l’assenza di effetti collaterali, la ripetitività , la terapia con onde d’urto , deve, quindi , essere considerata la terapia di scelta per la periartrite calcifica di spalla. BIBLIOGRAFIA: 1) Porcellini G.,Castagna A.,Paladini P.,Campi F. In “La spalla .Patologia ,tecnica chirurgica, riabilitazione”. pp. 203-211 ,Verduci ,2003 2) Randall L. Braddom , Buschbacher M., Dumitru D.,Johnson W. et al. In “Medicina fisica e riabilitazione”. pp 792-807 , A. Delfino , 2005 3) Urthoff HK, Loehr JW. Calcific tendinopathy of the rotator cuff. J AM Acad Orthop Surg. pp183-191,1997 4) Bosworth BM. Calcium deposit in the shoulder and subacromial bursitis, a survey of 12.122 shoulder. JAMA 5) Bradley M.,Bhamra MS, Robson MJ. Ultrasounds guided aspiration of symptomatic supraspinatus calcific deposits. pp 716-720, BJR 1995 6) De Palma AF, Kruper JS. Long term study of shoulder joints afflicted with and treated for calcific tendonitis. Clin Orthop ,pp 61-72,1961
Articolo: 'La tendinopatia calcifica di spalla
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