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'Circo Barnum (e poi ci meravigliamo del bullismo!)'

di Marcello Ricci, Felice dell'Acqua
Inserito il: 03/05/2009
 
 

Molti talk-show televisivi offrono clamorosi esempi di gare a chi urla di più, a chi riesce meglio a sopraffare l’interlocutore che sta cercando di esporre pacatamente le sue opinioni.
Proprio la stessa mattina in cui si era commentata la dilagante volgarità che contraddistingue la maggior parte della programmazione televisiva, ci siamo imbattuti nel seguente aneddoto:
" Durante un’intervista fu chiesto al grande Barnum, il creatore del famoso Circo americano, il segreto del suo grandissimo successo. Egli rispose che quando si ha a disposizione un potente strumento di comunicazione di massa quale erano le arene dei circhi tra fine ottocento e primi del ‘900, per avere sempre successo non bisognava mettere alcun limite al cattivo gusto e alla stupidità della gente."
Molto istruttivo, e, soprattutto, molto attuale.
Un conduttore televisivo, oggi, è pienamente consapevole del fatto che più alto è il numero delle “scorrettezze” che avvengono nel suo programma, maggiore è l’ascolto (lo share, per dirlo in termini televisivi) più numerose sono le richieste di spazi pubblicitari, maggiore la quantità di denaro che gira e che, in ultima analisi, entra nelle casse della sua rete televisiva; di pari passo aumentano il suo compenso e la sua popolarità.
Qualche Mentana c’è in giro, per fortuna, ma non tutti sono così famosi e “arrivati” da poter compiere gesti clamorosi come le dimissioni , se volessero protestare contro il dominio della logica di mercato a qualunque costo. Vengono proposti in tv, lo riconosciamo, ancora buoni documentari e programmi di divulgazione scientifica, ottimi film, appassionanti eventi sportivi, coraggiose e approfondite inchieste giornalistiche, ma il resto è, spesso, a dir poco imbarazzante.
E quel che è più grave è il constatare quale grande influenza abbiano i comportamenti scomposti, sopra le righe, sulle personalità ancora in formazione degli adolescenti, sempre alla ricerca di modelli che possono apparire a qualcuno vincenti, forti, al passo con i tempi.
C’è chi ha detto che per avere successo in tv bisogna pensare che tutto il pubblico abbia l’età mentale di dodici anni.
Non sappiamo se ciò sia vero, certo pensiamo che il mondo degli adulti non faccia abbastanza per dotare i più giovani di adeguati strumenti culturali e di sensibilità in grado di far scegliere loro, anche nell’ambito della programmazione televisiva, ciò che si avvicina maggiormente al buon gusto.
Sembrerebbe quasi inutile ribadire che imporre le proprie convinzioni urlando, con la sopraffazione, il non consentire all’altro di esprimersi non possono essere considerati la modalità migliore per affermarsi.
Eppure questa è l’amara realtà!
Ogni giorno assistiamo impotenti (e ancora più impotenti assistono i nostri figli, che assorbono tali comportamenti come spugne) all’ultimo show dell’ultimo imbecille che pur di emergere si esibisce nell’ennesima performance di cattivo gusto con il beneplacito del conduttore di turno (che ha gli stessi finii ma è ancora più colpevole perché dovrebbe essere la figura di garanzia del servizio offerto).
La soluzione non è semplice e, quel che è peggio, non sembra nemmeno essere tra i primi obiettivi di tutti quelli (in primis mass-media e politici, poi famiglia e scuola) che potrebbero fare qualcosa di concreto per arginare questo quotidiano, vergognoso teatro.
Unicamente a scopo riepilogativo è opportuno dare un’occhiata al video allegato che riporta la sintesi di qualche caso (purtroppo solo una parte irrisoria di quello che oggi c’è in giro) di pubblica vergogna.


 
 
 
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